
Certe volte le madri sono palesemente la rovina dei propri figli ed è assolutamente il caso di Andromeda, una fanciulla bellissima che se la passava da dio prima che la madre, Cassiopea, un bel giorno si svegliò e iniziò a dire a chiunque che lei e la figlia erano le donne più belle del pianeta. Questa affermazione non passò certo inosservata e infatti le Nereidi, sentito ciò che diceva Cassiopea corrono da Poseidone a riferirgli tanta sfacciataggine e il dio decise di punire sia Cassiopea che l’intera città scagliando loro contro una belva inferocita che continuava a trucidare tutti gli abitanti. Fu così che nel giro di poco si seminò il panico e Cassiopea insieme al re Cefeo si recarono dall’oracolo di Ammone per capire come si potesse debellare tale tragedia in atto. Quest’ultimo rivelò loro che l’unico modo per uscirne e quietare la belva sarebbe stato offrirgli in sacrificio la giovane vergine più bella della città: Andromeda.
Fu così che la povera Andromeda si ritrova incatenata a un masso, pronta a essere uccisa da un mostro feroce, che si sta scagliando alla velocità della luce contro di lei. Ma in quel momento Perseo era di passaggio vicino a quel masso e vista quella bona imperiale di Andromeda legata al masso inizia a urlarle come mai sia lì. La fanciulla dapprima non risponde perché in quel momento di tutto aveva bisogno tranne che di catcalling, tuttavia più il mostro le si avvicinava più vedeva la sua fine vicina e fu così che gli spiegò che la madre l’aveva data in pasto al mostro sperando che quest’ultimo sarebbe scappato. In quell’attimo Perseo si scagliò contro la belva e la uccise per poi liberare immediatamente quella turbofregna di Andromeda che, ovviamente si invaghì subito di Perseo per il coraggio e l’atto eroico svolto per salvarla. Fu così che i due convolarono di lì a poco a nozze e vissero una vita piena d’amore insieme e dal cui matrimonio nacquero sei meravigliosi pargoli, tra cui: Perse, Gorgofone, Tindaro e Icario.
