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Forse uno dei miti più noti ai più è la storia di Narciso, un cacciatore gay bono come il panico e perfettamente consapevole di esserlo, così consapevole che era follemente innamorato di se stesso. Uno di quelli che se fosse vissuto oggi probabilmente avrebbe un profilo IG pieno di selfie nudo allo specchio che si commenterebbe da solo dicendo:”mamma mia amo quanto sei bono”. Questa idolatria della sua persona logicamente lo portava a rifiutare tutti gli spasimanti che ci provavano con lui, perché ai suoi occhi nessuno era alla sua altezza, ma soprattutto lui amava solo e soltanto se stesso.

Tuttavia uno dei suoi pretendenti, Aminia, decise di non darsi per vinto e di continuare a corteggiare Narciso convinto che prima o poi lo avrebbe persuaso a cedere alle sue lusinghe. Inutile aggiungere che Narciso non ne voleva sapere nulla nemmeno per sbaglio e un giorno per toglierselo di torno gli regalò una spada dicendogli:”Dunque caro Amy, se dici di amarmi tanto adesso prendi questa bella spada e t’ammazzi per me”. Aminia, senza farselo ripetere due volte, prende la spada e si trafigge il cuore dimostrando felicemente tutto il suo vero amore per Narciso. Ovviamente quest’ultimo ebbe come unico commento a quel gesto un bel “not impressed” e passò oltre, tornando a lodare la sua persona.

Metamorphosis by Alex English

Gli dei dall’alto osservavano tutto e stanchi del comportamento di Narciso presero la morte di Aminia come goccia che fece traboccare il vaso e decisero di agire al fine di punirlo. Fu così che un bel giorno il caro Narciso durante una battuta di caccia si fermò a bere in un laghetto in mezzo al bosco, ma non appena si accovacciò vide la sua immagine riflessa nell’acqua e ne rimase estasiato, così tanto che per tentare di abbracciare la sua immagine riflessa nell’acqua vi cadde e morì annegato.

Questo mito è diventato molto famoso perché era uno dei più raccontati, nasce infatti come monito morale per tutti i giovani a cui veniva obbligatoriamente narrato per ricordar loro che l’estrema superbia, pienezza di sè e insensibilità verso l’altro non portano ad altro che a morire da soli senza niente e nessuno.

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