Photo courtesy of Sandra Gramm

Poche figure in mitologia sono affascinanti come le Moire a mio parere. Esse sono la rappresentazione del destino ineluttabile dell’uomo; tessono infatti il filo della vita di ogni essere umano decretandone l’inizio, la fine e lo svolgimento della sua vita. Come non rimanere dunque estasiati di fronte a delle figure così silenti ma allo stesso tempo così importanti per lo svolgimento dell’esistenza di chiunque?

Erroneamente a quanto spesso rappresentato nella cultura pop (come per esempio nel cartone Hercules della Disney), non sono 3 donne brutte e dall’aspetto ostile, anzi sono 3 donne affascinanti e ciascuna ha un compito ben preciso:

  • Clotho: Ella decide la nascita di un essere umano, è anche colei che stabilisce quanto sarà lunga la vita di quest’ultimo a seconda della lunghezza del filo che taglierà (filo lungo = vita lunga, filo corto = vita breve). Tesse quindi lo stame della vita, Clotho è l’incipit dell’essere umano.
  • Lachesi: è colei che avvolge il filo della vita di un uomo in un gomitolino, essa è responsabile quindi dello svolgimento della vita di un essere vivente.
  • Atropho: la moira inflessibile, decisa, è colei che recide senza pietà il filo della vita di un uomo nel momento in cui il suo destino si compie ed è giunto il momento quindi per lui di morire.

Le moire tuttavia sono anche metafora del destino di ogni essere umano, ed è anche per questo che assumono un significato così importante perché ci ricordano gli stadi della nostra vita:

  • Clotho è la nascita, rappresenta quindi la parte razionale e intuitiva della vita, quella innata con cui tutti nasciamo e continuiamo a fare i conti quotidianamente
  • Lachesi è il vissuto consapevole, ovvero rappresenta le scelte consapevoli che ogni uomo compie nell’arco della vita e che determinano la vita di quest’ultimo. Lachesi è metafora dei grandi bivi di fronte ai quali la vita ci porta e che ci costringono a scegliere con la logica di ciò che è bene o è male, di ciò che è giusto o sbagliato, ci mette in discussione.
  • Atropho è la morte, il destino ineluttabile, ciò che è fine della vita terrena e inizio della vita ultraterrena.

Nell’antica Grecia nessuno temeva le Moire, anzi erano molto rispettate e venerate proprio perché erano consci del fatto che tutti dovessero fare i conti con il proprio destino. Ma è anche per questa rappresentazione del destino dell’uomo che gran parte della filosofia greca spinge gli esseri umani a godere senza indugio della loro vita, a cogliere le opportunità che gli capitano, perché sono estremamente consci della loro finitezza e di quanto in realtà l’uomo sia effimero.

Photo courtesy of Elena Koycheva

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